Networking

Networking

Isolati nelle loro stanze, i soggetti si rinchiudono nella loro intimità per aprirsi tramite un monitor ad una realtà estesa.
Si lasciano illuminare da quelle uniche finestre con cui dai loro nascondigli interagiscono col mondo esterno.
La flebile luce è appena sufficiente per far sfumare nel buio ciò che si trova alle loro spalle. 
Attraversando webcam o videochiamate, i soggetti per sopperire alla carenza del contatto fisico reale esagerano forme di comunicazione alternative.
Il loro vestirsi e truccarsi inusuale per un contesto di rifugio casalingo, così come le loro posture forzate di fronte ad un “occhio”, connotano questo pseudo reportage avvicinandolo ad artefatti set di moda.

Questi luoghi perdono dunque la forma di camere, svaniscono nell’ombra diventando spazi non definiti, singole unità del network.

E’ il network, impalpabile ma pregno di emozioni, l’idolo in cui i soggetti investono speranze e illusioni; una rivalsa dalla loro realtà quotidiana nella speranza di essere strappati da quella solitudine in cui paradossalmente si rinchiudono per uscirne.

Prima esposizione ospite presso la collettiva
 L’arte si esprime: “Così lontano, così vicino” 
organizzata dall’associazione stARTers

Articolo su REPUBBLICA

~ di michelegattuso su 21 giugno 2010.

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